Il punto di vista dell'agenzia: demistificazione dei luoghi comuni su AdWords. Parte 2
mercoledì 18 agosto 2010
Jasmin Schindler e Katja Von Der Burg - Projecter, agenzia di marketing online
Nel precedente post del blog, Projecter ha descritto i primi quattro malintesi che circolano tra i potenziali clienti delle agenzie. Oggi, concluderemo questa serie di post ospiti del blog con la seconda parte.
"Non ci possiamo permettere di fare pubblicità online"
Questo luogo comune è simile a quello sul budget, già analizzato nell'ultimo post del blog. Google AdWords fornisce una serie di meccanismi di controllo molto accurati. Inoltre, nelle campagne AdWords è possibile ottimizzare il costo dell'azione desiderata sul sito web (ad esempio una registrazione, un acquisto, un download e così via). Una volta determinata la spesa pubblicitaria stanziata per il marketing e stabilito un obiettivo di CPA (costo per acquisizione), è possibile ottimizzare la campagna in modo da rispettare o ridurre il CPA target. Idealmente, il budget può essere incrementato progressivamente fino a raggiungere un ROI (ritorno sull'investimento) soddisfacente.
"Acquisiamo nuovi clienti solo con il passaparola perciò non abbiamo bisogno di promuovere il sito web".
Chissà per quanto tempo i fautori di questo presupposto potranno continuare ad accontentarsi del passaparola senza avere bisogno di Internet. Oggi il presupposto tende a essere diametralmente diverso: "Le aziende che non si trovano online non esistono..." Ovviamente, quando il passaparola rappresenta l'unico mezzo di diffusione di una nuova azienda, viene considerato essenziale dal titolare. Ciononostante, non è corretto sottostimare la potenza della pubblicità online.
"Gli utenti vedranno sempre lo stesso annuncio?”
Spesso si pensa che è possibile pubblicare un solo annuncio AdWords in corrispondenza di tutte le parole chiave selezionate. Non è corretto. AdWords offre molte altre possibilità, come la promozione di prodotti o servizi con gruppi di annunci mirati e specifici. Il targeting per lingua e regionale così come l'opportunità di pubblicare gli annunci solo in determinate fasce orarie consentono di mettere a punto il testo dell'annuncio con maggiore precisione. Se visualizzate sempre lo stesso annuncio per lo stesso sito web, anche inserendo parole chiave diverse, significa che l'account AdWords non è stato impostato in modo professionale.
"Parola chiave = query di ricerca = una parola?"
Talvolta, i clienti si stupiscono del fatto che le parole chiave possono e spesso sono costituite da più termini. Le parole chiave sono le parole o le frasi/combinazioni di parole dell'account AdWords che attivano la pubblicazione dell'annuncio. Oltre a utilizzare le opzioni di corrispondenza delle parole chiave, è molto importante anche aggiungere parole chiave costituite da più termini. Innanzitutto, è emerso che gli utenti tendono a inserire query di ricerca più lunghe e più specifiche (ad esempio "jeans a zampa di elefante" invece che semplicemente "jeans"). Le query di ricerca sono i termini digitati nel campo di ricerca di Google. In secondo luogo, il costo per clic (CPC) di tali termini è generalmente inferiore in quanto generano meno competizione. Per contro, quanto più generica è la parola chiave, tanto più alto tenderà ad essere il CPC.
Il fatto che molte di queste domande siano ricorrenti dimostra che è ancora necessario spiegare meglio il funzionamento del marketing basato sulle parole chiave. L'esperienza ci ha insegnato che se cliente e agenzia si intendono bene riguardo alla strategia AdWords e agli obiettivi di rendimento associati, entrambe le parti nel beneficiano. Inoltre, riteniamo che l'uso delle risorse online di Google come questo blog o il Centro assistenza AdWords sia estremamente utile per una migliore comprensione dell'argomento. Ovviamente, questo è vero anche per altri blog specializzati sull'argomento AdWords.
PS. Siete titolari di un'agenzia AdWords o gestite un blog su AdWords? Siete interessati anche a fornire un post ospite per il blog Dentro AdWords? In questo caso, utilizzate questo modulo per inviarci i vostri suggerimenti.
Nel precedente post del blog, Projecter ha descritto i primi quattro malintesi che circolano tra i potenziali clienti delle agenzie. Oggi, concluderemo questa serie di post ospiti del blog con la seconda parte.
"Non ci possiamo permettere di fare pubblicità online"
Questo luogo comune è simile a quello sul budget, già analizzato nell'ultimo post del blog. Google AdWords fornisce una serie di meccanismi di controllo molto accurati. Inoltre, nelle campagne AdWords è possibile ottimizzare il costo dell'azione desiderata sul sito web (ad esempio una registrazione, un acquisto, un download e così via). Una volta determinata la spesa pubblicitaria stanziata per il marketing e stabilito un obiettivo di CPA (costo per acquisizione), è possibile ottimizzare la campagna in modo da rispettare o ridurre il CPA target. Idealmente, il budget può essere incrementato progressivamente fino a raggiungere un ROI (ritorno sull'investimento) soddisfacente.
"Acquisiamo nuovi clienti solo con il passaparola perciò non abbiamo bisogno di promuovere il sito web".
Chissà per quanto tempo i fautori di questo presupposto potranno continuare ad accontentarsi del passaparola senza avere bisogno di Internet. Oggi il presupposto tende a essere diametralmente diverso: "Le aziende che non si trovano online non esistono..." Ovviamente, quando il passaparola rappresenta l'unico mezzo di diffusione di una nuova azienda, viene considerato essenziale dal titolare. Ciononostante, non è corretto sottostimare la potenza della pubblicità online.
"Gli utenti vedranno sempre lo stesso annuncio?”
Spesso si pensa che è possibile pubblicare un solo annuncio AdWords in corrispondenza di tutte le parole chiave selezionate. Non è corretto. AdWords offre molte altre possibilità, come la promozione di prodotti o servizi con gruppi di annunci mirati e specifici. Il targeting per lingua e regionale così come l'opportunità di pubblicare gli annunci solo in determinate fasce orarie consentono di mettere a punto il testo dell'annuncio con maggiore precisione. Se visualizzate sempre lo stesso annuncio per lo stesso sito web, anche inserendo parole chiave diverse, significa che l'account AdWords non è stato impostato in modo professionale.
"Parola chiave = query di ricerca = una parola?"
Talvolta, i clienti si stupiscono del fatto che le parole chiave possono e spesso sono costituite da più termini. Le parole chiave sono le parole o le frasi/combinazioni di parole dell'account AdWords che attivano la pubblicazione dell'annuncio. Oltre a utilizzare le opzioni di corrispondenza delle parole chiave, è molto importante anche aggiungere parole chiave costituite da più termini. Innanzitutto, è emerso che gli utenti tendono a inserire query di ricerca più lunghe e più specifiche (ad esempio "jeans a zampa di elefante" invece che semplicemente "jeans"). Le query di ricerca sono i termini digitati nel campo di ricerca di Google. In secondo luogo, il costo per clic (CPC) di tali termini è generalmente inferiore in quanto generano meno competizione. Per contro, quanto più generica è la parola chiave, tanto più alto tenderà ad essere il CPC.
Il fatto che molte di queste domande siano ricorrenti dimostra che è ancora necessario spiegare meglio il funzionamento del marketing basato sulle parole chiave. L'esperienza ci ha insegnato che se cliente e agenzia si intendono bene riguardo alla strategia AdWords e agli obiettivi di rendimento associati, entrambe le parti nel beneficiano. Inoltre, riteniamo che l'uso delle risorse online di Google come questo blog o il Centro assistenza AdWords sia estremamente utile per una migliore comprensione dell'argomento. Ovviamente, questo è vero anche per altri blog specializzati sull'argomento AdWords.
PS. Siete titolari di un'agenzia AdWords o gestite un blog su AdWords? Siete interessati anche a fornire un post ospite per il blog Dentro AdWords? In questo caso, utilizzate questo modulo per inviarci i vostri suggerimenti.